Il Gruppo Solvay ha compiuto 158 anni di storia industriale: è stato fondato in Belgio da Ernest Solvay nel 1863. Oggi è attivo a livello internazionale nel settore dei materiali avanzati e delle specialità chimiche. Con headquarters situato a Bruxelles, è presente in 64 Paesi, con 110 siti produttivi e 20 centri ricerca. Ha una forza lavoro di 23.000 unità e nel 2020 ha realizzato un fatturato di 8.9 miliardi di euro.

Solvay in Italia celebra 109 anni di attività: è presente infatti dal 1912 con il primo storico insediamento produttivo in Toscana a Rosignano Solvay. Oggi realizza ed esporta prodotti chimici fondamentali per tantissimi settori industriali innovativi e materie plastiche speciali ad elevate prestazioni per mercati hi-tech.

Da sempre la società è identificata dal grande pubblico attraverso lo storico Bicarbonato di Sodio Solvay.

La forza lavoro italiana è di circa 1800 unità, nei 6 siti produttivi che sono localizzati a: Ospiate (Milano), Spinetta Marengo (Alessandria), Livorno, Massa, Rosignano Solvay (Livorno) e Bollate (Milano). Qui è basata la direzione nazionale e uno dei più importanti centri di ricerca del Gruppo su scala mondiale.

Le varie aziende Solvay italiane hanno realizzato nel 2020 un fatturato di 1.375 milioni di euro. Gli investimenti complessivi nei vari siti italiani si quantificano in oltre 100 milioni/anno di euro, divisi fra modernizzazione delle tecnologie, interventi per l’impatto ambientale, manutenzioni mirate all’eccellenza produttiva, progetti speciali per la realizzazione di nuovi impianti, produzione e gestione dell’energia.

Solvay aderisce a Confindustria dal 1945. Da allora tutte le società e i siti produttivi sono iscritti alle Associazioni territoriali e di categoria, in considerazione dell’importanza di fare network e condividere  obiettivi comuni di crescita e sviluppo nel contesto sociale e territoriale.

Il Gruppo Solvay è concretamente impegnato nel perseguimento dell’economia circolare.       

E’ inserito nel Dow Jones Sustainability Index a livello internazionale ed è partner della “Ellen MacArthur Foundation”. Solvay in Italia ha ricevuto da Sodalitas-Assolombarda il riconoscimento “Best in class: crescita e sostenibilità” grazie al proprio impegno nel valorizzare programmi di sviluppo sostenibile mediante la strategia Solvay One Planet. Nel 2017, ha inoltre ottenuto, il Premio Nazionale per l'Innovazione dal Governo Italiano in collaborazione con Confindustria.

Citiamo sinteticamente alcuni casi significativi e progetti delle attività italiane di Solvay che contribuiscono ad incrementare  concretamente l’economia circolare:

  • La tecnologia Solvair è fondamentale nella depurazione dei fumi emessi da impianti di combustione civili e industriali. La maggioranza dei termovalorizzatori ed inceneritori italiani utilizza questa tecnologia, che prevede la purificazione dei fumi catturando la loro componente acida grazie al Bicarbonato di Sodio Solvay. Una considerevole porzione dei residui viene poi conferita ad un impianto di trattamento e recupero sempre di Solvay, nei pressi di Rosignano. I rifiuti, trattati e trasformati, vengono reinseriti in un ciclo di produzione per integrare il bisogno di materia prima di origine naturale. Solvay oggi è impegnata nella declinazione di questa tecnologia anche in ambito marittimo, per la purificazione dello zolfo dei fumi emessi dai grandi motori delle navi.                     
  • L’acido peracetico è utilizzato nei processi di depurazione delle acque. Solvay dal 2000 supporta e fornisce A2A per l’attività di disinfezione delle acque municipali del depuratore di Milano e dal 2010 ACEA per quello di Roma Sud. La società realizza inoltre speciali membrane per la filtrazione delle acque, che vengono  utilizzate in vari impianti di trattamento su scala internazionale.
  • In Toscana Solvay supporta il progetto “Enel Green Geothermal Power Production”, fornendo carbonato di sodio a 35 moderne nuove stazioni geotermiche.
  • La silice è un prodotto fondamentale per realizzare nuovi pneumatici ecocompatibili per auto, che migliorano le prestazioni riducendo attrito e consumo.
  • I principali siti produttivi italiani hanno installato centrali di cogenerazione, che producono energia elettrica e vapore per soddisfare i fabbisogni delle proprie attività produttive.